Paramotore

Deriva direttamente dal parapendio di cui è un'evoluzione. È in assoluto il mezzo a motore più semplice e pratico. Il parapendio, così come il deltaplano senza motore, hanno la loro naturale massima diffusione là dove esistono dei rilievi da cui poter decollare. Il successo riscontrato dal volo libero ha indotto a motorizzare queste ali per poterle utilizzare in pianura. Il paramotore si compone di un parapendio e di un'apposita imbracatura del pilota in cui trova alloggio un piccolo motore. La leggerezza del mezzo consente l'utilizzo di motori di soli 100cc. L'elica spingente posta dietro alle spalle del pilota per ragioni di sicurezza è protetta da una rete e una gabbia. Il tutto pesa meno di 20 chili e smontato in pochi minuti entra nel bagaglio di un'utilitaria. I costi di utilizzo sono dunque modesti con un consumo di meno di 2 litri/ora. Il decollo avviene a piedi in pianura. Si gonfia la vela controvento e poi si dà potenza e in pochi passi si staccano i piedi da terra... magari dal giardino di casa. Il pilotaggio è elementare: utilizzando la potenza del motore si sale, togliendola si scende. Per la direzionalità il controllo è analogo a quello del parapendio. Come si impara? Il paramotore, nonostante la sua essenzialità è uno dei mezzi del volo da diporto sportivo a motore. Per questa ragione i corsi sono gestiti da scuole certificate dell’Aero Club d’Italia che assicurano serietà e professionalità.